Citozym: cavallo di Troia contro il cancro
admin2023-03-16T15:21:37+01:00Citozym: cavallo di Troia contro il cancro
CITOZYM. COME TUTTI I PREPARATI BIODINAMICI, E’ UNA MISCELA DI ZUCCHERI “INFORMATI”, INUTILIZZABILI DALLE CELLULE TUMORALI, E COFATTORI INDISPENSABILI ALLA FISIOLOGIA DELLE CELLULE NORMALI.
Autentica rivoluzione nel trattamento complementare enzimatico in Oncologia
E SIAMO SOLOALL’INIZIO!












FERORELLI: UNA FAMIGLIA CHE HA RADICI ANTICHE








Punti di controllo e sistema di controllo del ciclo cellulare.
L’ubiquitina è preparata per la coniugazione ad altre proteine dall’enzima attivatore dell’ubiquitina dipendente da ATP (E1), che crea una ubiquitina attivata che viene trasferita ad uno di una serie di enzimi che coniugano l’ubiquitina (E2) Gli enzimi E2 agiscono in coniugazione con proteine accessorie 8E3); nel complesso E2-E3 chiamato ubiquitina-ligasi, la componente E3 si lega a segnali specifici di degradazione nelle proteine substrato, aiutando E2 a formare una catena multiubiquitina unita ad una lisina specifica della proteina substrato. In questa catena il residuo C-terminale di ciascuna ubiquitina è legato ad una lisina specifica della molecola di ubiquitina che la precede, producendo una serie lineare di coniugati ubiquitina-ubiquitina. È questa catena multiubiquitina su una proteina bersaglio che è riconosciuta da un recettore specifico del proteosoma. (Vedi figura sotto riportata).




Un codice di riconoscimento sul DNA.















Le cellule normali son ben attaccate le une alle altre ed alle cellule circostanti mediante diversi tipi di molecole di adesione quali le caderine, una famiglia di glicoproteine transmembrana. Le caderine E sono legate al citoscheletro da una famiglia di proteine dette catenine, localizzate sotto la membrana plasmatica; in alcuni tumori la caderina E è normale, ma la sua espressione è ridotta a causa di mutazioni del gene per una catenina. Per penetrare la matrice extracellulare circostante, le cellule tumorali devono prima aderire alle componenti della matrice stessa; esistono prove evidenti del fatto che l’attacco delle cellule tumorali alla lamina e alla fibronectina rappresenti una fase importante del processo di invasione e di metastatizzazione. Nella figura a fianco vengono illustrati gli eventi che portano all’invasione della membrana basale da parte delle cellule tumorali.











Al centro della figura è esemplificato un gene normale, costituito dalla sequenza codificante (cioè gli esoni, rappresentata dal rettangolo bianco) e da sequenze regolatorie (SR), in posizioe 5’ rispetto alla sequenza codificante. Nel caso dell’amplificazione, il gene intero viene moltiplicato in un alto numero di coppie, spesso 50-100 nei tumori umani. Nel caso delle mutazioni puntiformi, un singolo nucleotide della sequenza codificante (indicato in figura con una M) viene sotituito da un altro nucleotide e questa sostituzione nucleotidica conporta una sostituzione aminoacidica a livello della proteina codificata dal gene. Nel caso della delezione, un tratto di genoma di dimensioni variabili viene perso dal corredo cromosomico della cellula; in figura la delezione è limitata alla sequenza codificante del gene. Nel caso della traslocazione, due geni, in condizioni normali




Nell’esempio è illustrata la regolazione delle chinasi CDK1 da parte della ciclina B; il legame, all’inizio della fase G2 della ciclina B è neosintetizzata con la chinasi CDK1 in forma inattiva, crea un complesso che può essere attivato per fosforilazione. Questo complesso chinasico attivo fosforila poi diverse proteine importanti per regolare la trascrizione dalla fase G2 alla fase M. Dopo la mitosi, la ciclina B si dissocia dal complesso e va incontro a degradazione, lasciando CSK1 in forma inattiva. Questa chinasi può rientrare nel ciclo alla successiva fase G2 .










