Il ruolo fondamentale del Citozym ed Ergozym plus come modulatori fisiologici nell’alpinismo
admin2023-03-09T16:32:13+01:00Il ruolo fondamentale del Citozym ed Ergozym plus come modulatori fisiologici nell’alpinismo
ORDINE BIOLOGICO ED ENERGETICO
Il catabolismo e l’anabolismo procedono contemporaneamente in uno stato stazionario dinamico, in cui le degradazioni di componenti cellulari che producono energia sono controbilanciati dai processi biosintetici, che creano e mantengono un elevato grado di ordine nelle cellule.
I principi generali che regolano la biosintesi sono:
1.la via seguita dalla biosintesi di una biomolecola è di norma diversa da quella della sua degradazione; anche se le due vie sono con direzione opposte, possono condividere molte reazioni reversibili, almeno una tappa enzimatica deve essere una e caratteristica di ogni via. Se le reazioni del catabolismo e dall’anabolismo sono catalizzate dallo stesso gruppo di enzimi che agiscono in modo reversibile, il flusso di carbonio attraverso queste vie sarà dettato esclusivamente dall’azione di massa, non dalle necessità della cellula di energia, precursori di macromolecole .
2.le vie cataboliche e anaboliche corrispondenti sono controllate da enzimi regolatori diversi; queste vie con direzione opposta sono regolate in modo coordinato e reciproco per far sì che la stimolazione, per esempio, della via biosintetica sia sempre accompagnata da una inibizione della via degradativa.
3.i processi biosintetici che richiedono energia sono accoppiati alla demolizione esoergonica di ATP, in modo tale che il processo nel suo complesso risulti in vivo irreversibile.
Il sistema circolatorio
Il sangue fornisce le sostanze necessarie come nutrienti e ossigeno alle cellule corporee e trasporta i prodotti catabolici lontano dalle stesse, esercita azione di bilanciamento termico nei distretti.
Caratteristiche del sangue.
È un fluido eterogeneocomposto da un liquido chiaro plasma e da elementi corpuscolati, corpuscoli, e a causa di questa mescolanza si comporta, da un punto di vista idrodinamico, in modo complesso e appartiene a quella classe di fluidi che vengono definiti non Newtoniani.
Plasma, è un liquido chiaro, debolmente giallastro che contiene molte sostanze in soluzione o in sospensione; è ricco di ioni sodio e cloro e contiene inoltre potassio, calcio, magnesio, fosfati, bicarbonati e altri ioni, glucosio, amminoacidi, ecc.
I colloidi comprendono proteine plasmatiche ad alto peso molecolare, protrombina, immunoglobuline, proteine coinvolte nella difesa immunitaria, ecc.
Gli elementi del sangue sono riuniti in tre gruppi: gli elementi della serie rossa, della serie bianca e le piastrine.
Come gia’ detto, il sangue pertanto svolge la funzione di apportare tutte le sostanze, ossigeno compreso e di rimuovere l’ anidride carbonica, cataboliti, elementi tossici ecc. Il punto chiave del sistema vascolare è il circuito capillare, nell’ ambito del quale avvengono questi scambi tra il sangue e le cellule dei tessuti, condizione per la quale i tessuti dei numerosi distretti sono liberi da depositi di tossine, caso contrario si assisterà all’ aumento delle resistenze circolatorie nei tessuti sani causati dal cambiamento dello stato fisico per la presenza di cataboliti, abbassamento di temperature, da malattie.
Come nel caso di Clotting, cioè la tendenza a creare trombosi o stato di trombofilia.
Come esempio, sappiamo già che la circolazione del sangue all’ interno dei vasi che irrorano attività di alterazione (isteresi termica ecc…) è fortemente rallentata rispetto alla circolazione nei tessuti sani.
Il sangue tende pertanto a coagulare all’ interno dei vasi, ma la circolazione nei tessuti alterati è ulteriormente frenata da altri fenomeni: lesioni (perdita di continuità) delle lamine protettrici che rivestono i capillari, cioè dell’ endotelio vascolare; una maggiore adesività dei leucociti e delle piastrine alla parete del vaso; macromolecole che aumentano l’aggregazione delle piastrine; effetto procoagulante prodotto da sostanze libere da cellule morte, per ipossia , da tromboflebite, ecc….
Infezioni di ogni genere derivano dalla distruzione delle cellule e si chiamano fattori trombo plastici, condizione che deve essere assolutamente risolta.
Ergozym plus, aiutano in modo significativo a regolare la distribuzione dei flussi dinamici per l’alta capacità di attivare gli E’ evidente che il sangue si indirizza verso i distretti a minore resistenza, proprio in quei distretti dove maggiormente dovrebbe essere aumento il trasporto delle sostanze di difesa, affermando pertanto che il primo obiettivo di CITOZEATEC è di stabilire il bilanciamento dei flussi dinamici, cosi da creare e mantenere un elevato ordine biodinamico nel metabolismo cellulare.
L’uso dei preparati della Citozeatec e, nello specifico Citozym ed Ergozym plus incrementano gli enzimi endogeni con funzioni di protonare le reazioni di sintesi dell’ ATP. Che hanno trovato conferme nelle numerose ricerche Universitarie Italiane ed estere. www.citozeatec.it L’azione del Citozym è risultata essere fortemente antiossidante con una notevole riduzione delle specie reattive dell’ossigeno (ROS), mediante enzimi antiossidanti endogeni in riferimento agli enzimi catalasi (CAT), superossidodismutasi (SOD), e Glutatione (GSH), come pure l’aumentato rilievo dei monociti nel flusso dinamico che potenzia le cellule macrofagi, cellule Natural Killer, enzimi lisosomiali, lisozima, ecc. con l’ eliminazione dei cataboliti in ambito fisiologico, migliorando la circolazione dei flussi nei tessuti. Si è inoltre rilevato la notevole resistenza e sopravvivenza delle cellule in ambiente sottozero. il Citozym si lega ai piccoli cristalli di ghiaccio e ne impedisce la crescita e ricristalizzazione, che altrimenti sarebbe fatale. Vi è inoltre una crescente evidenza che il Citozym associato all’ Ergozym plus interagisce con le membrane cellulari delle cellule di mammifero per proteggerli dai danni da freddo.
Fisiologia
Il sangue deve rimanere fluido all’ interno del sistema vascolare, oppure coagulare rapidamente se esposto a superfici non endoteliali in siti di lesione vascolare, quando però si formano trombi intravasali, per ripristinare la fluidità viene attivato un sistema fibrinolitico. Nella situazione normale, un delicato equilibrio previene sia la trombosi che l’emorragia e consente una fibrinolisi fisiologica, senza eccesso di fibrinogenolisi patologica. I preparati della Citozeatec sono considerati preparati biotecnologici naturali, in quanto elaborati con una tecnologia detta a conversione enzimatica specifica, che favorisce l’attivazione dei meccanismi fisiologici.
Pasquale Ferorelli
Responsabile Ricerca & Sviluppo
Citozeatec Srl
















Il termine “enzima” fu coniato nel 1878 da Fredrich Wilhelm Kuhne, per dimostrare che nel lievito vi fosse qualcosa che innescava reazioni della fermentazione. Successivamente, nel 1897, Eduard Buchner ottenne un estratto cellulare che poteva sintetizzare l’etanolo a partire da glucosio (fermentazione alcolica). Emil Fischer, nel 1894, portò alla formulazione della teoria della chiave e serratura, ovvero la specificità di un enzima (la serratura) per il suo substrato (la chiave) che deriva dalle loro forme geometriche complementari. James Sumner, nel 1926, riuscì a cristallizzare per la prima volta l’enzima ureasi, che catalizza l’idrolisi dell’urea in ammoniaca e anidride carbonica, dimostrando che questi cristalli contenevano una proteina. La grande varietà di reazioni biochimiche che cooperano al mantenimento della vita sono praticamente tutte mediate da una serie di proteine che svolgono una funzione biologica specifica fondamentale, gli enzimi. Le funzioni più importanti di queste molecole si basano sulla velocità di reazione. Le reazioni catalizzate possono avvenire in condizioni particolari di pH, temperatura e pressione, ma soprattutto hanno un elevato grado di specificità nei confronti dei loro substrati. L’inizio della storia dell’Enzimologia coincide con la storia della Biochimica stessa: in pratica queste due discipline si sono evolute insieme. Gli studi sulla fermentazione di Joseph Gay-Lussac, nel 1810, stabilirono che l’etanolo e la CO2 erano i principali prodotti della decomposizione dello zucchero da parte del lievito e, successivamente, nel 1835, Jacob Berzelius, nella prima teoria sulla catalisi chimica, stabilì che un estratto di malto, conosciuto oggi come diastasi, conteneva l’enzima α-amilasi, che catalizzava l’idrolisi dell’amido.
Comunque, la natura proteica degli enzimi non fu generalmente accettata fino alla metà degli anni ‘30, quando John Northrop e Moses Kunitz stabilirono che esisteva una correlazione diretta tra l’attività della pepsina, della tripsina e della chimotripsina, tutte in forma cristallina, e la quantità di proteina presente. L’esperienza enzimologica ha poi dimostrato che gli enzimi sono proteine. Nel 1963 fu resa nota la prima sequenza aminoacidica di un enzima, la ribonucleasi A del pancreas bovino e nel 1965 si ottenne, sempre per la prima volta, una struttura a raggi X di un enzima, cioè del lisozima dell’albume dell’uovo. Da allora sono stati purificati circa 2.000 enzimi, numero che sta sempre comunque sempre crescendo. Nei primi anni ’80 sono stati scoperti alcuni esempi di catalisi biologica mediata da molecole di ribonucleasi batterica, coinvolta nel processo di trascrizione di tRNA (gli introni presenti nel trascritto primario di alcuni mRNA e rRNA sono ribozimi che possono catalizzare il processo di auto-splicing). Anche nella sintesi proteica la reazione della peptidil-transferasi è catalizzata da rRNA 23S della subunità 50S dei ribosomi. Per citare ancora altre molecole straordinarie gli “abzimi” sono anticorpi che possiedono attività catalitica, scoperti in malattie autoimmunitarie come la Sclerosi multipla, per la graduale distruzione della guaina mielinica che circonda i neuroni in cervello e midollo spinale: il siero di questi pazienti contiene anticorpi (di fatto proteasi) capaci di distruggere proteoliticamente la proteina basica della mielina. Anche nell’Emofilia A il disturbo della coagulazione è dovuto alla carenza del fattore VIII. Il siero di pazienti emofilici contiene anticorpi con attività proteolitica contro il fattore VIII.



Esse hanno movimenti di diffusione laterale così veloci che una molecola può circumnavigare un eritrocita in pochi secondi. Il grado di fluidità dipende dalla composizione lipidica e dalla temperatura; a bassa temperatura i movimenti sono molto limitati e il doppio strato è una struttura quasi cristallina (paracristallina). Sopra una certa temperatura che è caratteristica per ogni tipo di membrana, i lipidi possono muoversi liberamente e velocemente; la temperatura di transizione da uno stato paracristallino solido a quello fluido dipende dalla composizione lipidica della membrana. Gli acidi grassi saturi si impacchettano bene nelle strutture paracristalline, mentre i ripiegamenti nelle catene di acidi grassi insaturi interferiscono con l’impacchettamento e impediscono la formazione di uno strato paracristallino: più elevata è la proporzione di acidi grassi saturi, più elevata è la temperatura di transizione solido-fluido della membrana. Il contenuto in steroli è un altro determinante della temperatura di transizione di una membrana; la struttura rigida e planare del nucleo steroideo inserita fra la catena degli acidi grassi produce due effetti sulla fluidità: sotto la temperatura di transizione solido-fluido l’inserzione dello sterolo impedisce una disposizione altamente ordinata
I domini carbossiterminali e amminoterminale contengono molti residui amminoacidici polari o carchi e sono quindi relativamente idrofilici; un lungo segmento al centro della molecola della glicoforina contiene soltanto però residui amminoacidi idrofobici, da queste osservazioni sperimentali è derivata l’organizzazione molecolare della glicoforina sotto riportata.
Lo scambiatore cloruro-bicarbonato della membrana dell’eritrocita consente l’ingresso o l’uscita della HCO 3-senza variazioni nel potenziale elettrico transmembrana. La funzione di questo sistema di trasporto è quello di aumentare la capacità di trasporto della CO 2nel sangue.
Il processo inizia con il legame di tre ioni Na +a siti ad alta affinità sulla subunità più grande della proteina trasportatrice sulla superficie interna della membrana. (a) la stessa parte della subunità più grande possiede anche un sito che lega l’ATP.
Le due catene polipeptidiche della spettrina sono disposte parallelamente e variamente avvolte l’una intorno all’altra a formare dimeri flessibili.
è formata da due catene alfa e due delta, l’emoglobina F (HbF) trovata ne feto e nei primi periodi di vita postnatale,
A): eritrocito che mostra il profilo biconcavo e il contenuto omogeneamente denso; B): neutrofilo che mostra il nucleo polilobulato che in sezione appare come profili nucleari separati; C): Eosinofilo, che mostra granulazioni specifiche con inclusioni cristalline; D): monocito che mostra una incisura nucleare, un reticolo endoplasmatico e dei lisosomi; E): piccolo linfocito; F): un gruppo di piastrine.
