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Autismo e Citozym

2023-03-10T10:47:23+01:00

Autismo e Citozym2023-03-10T10:47:23+01:00

Il massaggio igienico circolatorio

2023-03-10T10:35:58+01:00

Il massaggio igienico circolatorio

ROMA: DAGLI AMBULATORI SANITARI DELLA CORTE COSTITUZIONALE UNA CONFERMA DI EFFICACIA DEI PREPARATI BIODINAMICI

In un articolo che apparirà sul numero di settembre di “Pianeta Salute”, Stefano Lenzi, Dottore in Medicina riabilitativa manuale e post-traumatica preventiva presso gli Ambulatori Sanitari della Corte Costituzionale, inizia la pubblicazione di “case report” relativi all’impiego di preparati biodinamici in svariate patologie.

Nel caso clinico illustrato (ipercheratosi diffusa, in soggetto anziano) le immagini valgono più di qualsiasi commento scritto, a dimostrazione della validità dell’approccio citoenzimatico mirante a normalizzazione del “terreno” su cui altre strategie vengono messe in atto: nello specifico il Massaggio Igienico Circolatorio (MIC), in altre situazioni farmaci.
La Terapia Complementare Enzimatica non rappresenta, quindi, una soluzione “alternativa”, identificandosi viceversa in una precisa base razionale per importanti sinergie.

Il Massaggio Igienico Circolatorio (MIC) è una tecnica molto importante per la prevenzione e cura di molte patologie, compresa l’Ipercheratosi, malattia caratterizzata da forte ispessimento dello strato corneo della cute, dovuta ad aumento della produzione delle cellule epidermiche, che risultano strettamente aderenti ai piani sottostanti e di conseguenza poco desquamanti.

L’Ipercheratosi può essere circoscritta o diffusa, congenita o acquisita, primitiva o secondaria.

La forma primitiva è sovente conseguenza di microtraumi ripetuti o subentra per contatto con sostanze chimiche o a seguito di assunzione di farmaci

Le forme secondarie sono tipiche di patologie cutanee quali lichen, psoriasi, micosi, eczemi, infezioni croniche sta lococciche e streptococciche, tubercolosi, si lide.

Per evidenziare un possibile effetto sinergico di MIC e applicazione topica di un preparato ad azione biodinamica (Citozym, Citozeatec Srl), abbiamo volutamente trattato un solo arto inferiore in un soggetto di sesso maschile, settantaquattrenne, affetto da grave Ipercheratosi diffusa: appare evidente la diversità dei due arti in quanto non solo gli edemi si sono riassorbiti nell’arto trattato ma e’ visibile, dopo tre settimane, anche un netto cambiamento sotto il pro lo della salute del derma.

Il massaggio igienico circolatorio2023-03-10T10:35:58+01:00

Pasquale Ferorelli: questo è il mio sito ufficiale

2023-03-15T15:53:51+01:00

Pasquale Ferorelli: questo è il mio sito ufficiale

Non sono mai stato propenso a mettermi in mostra e raccontare la mia vita a chi non mi conosce personalmente.
E’ una scelta che avevo ponderato soltanto nel caso in cui molte verità fossero venute alla luce, e quel momento è arrivato. I progressi scientifici non possono essere celati alla gente e le ricerche mie e del mio gruppo di lavoro, aperte alla costante verifica di Medici e Professionisti della salute, sono anche una strada verso la consapevolezza, nel profondo rispetto delle esigenze dei malati.
Ho sopportato sinora il chiacchiericcio mediatico di chi mi considera scomodo e ingombrante ma ora è arrivato il momento di fare chiarezza, perché non sarà facile mettere aprioristicamente in discussione ricerche e risultati di chi a livello universitario ha voluto seguire le mie indicazioni. Questo sito nasce per comunicare con tutti, nessuno escluso.

E’ nato prima l’uovo o la gallina?
Io rispondo: gli enzimi, questi straordinari ed infaticabili “operai” che sostengono i processi vitali.
Lo scopo di tutta la mia attività di ricerca è sempre stato quello di portare soluzioni concrete, tangibili e verificabili, partendo da certezze a me ben note: il ruolo degli enzimi.
Dai successi in agricoltura e dai primi brevetti industriali fui illuminato dal pensiero che anche in tema di salute animale, uomo compreso, si poteva e si doveva partire dalle conoscenze sugli enzimi, e le evidenze cliniche crescenti mi stanno dando ragione. Patologie severe ancora oggi sono in balia di una ricerca medica costantemente in sperimentazione: l’approccio enzimologico non è in antitesi con l’encomiabile sforzo di altri Ricercatori, sia ben chiaro, semplicemente offre una chiave interpretativa ed applicativa in più, nel comune obiettivo della salute.

Secondo natura o contro natura?
Ho sempre avuto un grande rispetto per la vita e per tutto quello che la natura ci ha donato, iniziando così i miei studi sulla biodinamica quarant’anni fa.
La malattia stessa può essere inquadrata come anomalia energetica e se la affrontiamo “naturalmente”, ripristinando normalità enzimatiche compromesse, aiutiamo anche altri approcci, in una armonia di ricerca che deve guidare il futuro.
Roghi di eretici e roghi mediatici Come sempre accade a chi percorre nuove strade, inevitabilemente calpestando convinzioni ed interessi, sono stato spesso smentito senza dibattito e attaccato poco elegantemente da personaggi che non voglio nemmeno nominare, anche perché avvolti da nebuloso anonimato: è stato un prezzo da pagare per poter arrivare a questo punto ma invito chiunque sia animato da onestà intellettuale a leggere quanto scrivo nell’ “Avviso ai Naviganti” in questo sito.

La Biodinamica
Chi conosce il pensiero di Rudolf Steiner ha già incontrato questo termine, in qualche modo avvolto di misticismo, chi non lo conosce può ritenerlo uno dei tanti aggettivi che complicano la comunicazione scientifica, molto semplicemente è invece la qualificazione che ho voluto dare alla ricerca enzimologica, per aprire le porte ad una nuova prospettiva per inquadrare e trattere le malattie: i fattori di terreno.
Disturbi e patologie nascono infatti da un terreno modificato da infinite concause (inquinamento su tutte) che progressivamente riducono e modificano le normali attività metaboliche. Con la modulazione fisiologica biodinamica degli enzimi il nostro organismo riesce a combattere patologie devastanti con le proprie forze, partendo dalla detossificazione del terreno alterato che le sostiene.

Pasquale Ferorelli: questo è il mio sito ufficiale2023-03-15T15:53:51+01:00

Biochimica Ferorelli

2023-05-17T12:06:53+02:00

Biochimica Ferorelli

Nei mammiferi l’irrorazione ematica dei tessuti è garantita da una estesa rete di vasi, collegata al cuore, costituita da arterie, arteriole, capillari, venule, vene e sistema linfatico, che nel loro insieme definiscono l’apparato cardiovascolare. Anomalie a livello vascolare intervengono nella storia naturale delle più svariate patologie, rappresentando il “fattore di terreno” che ne favorisce lo sviluppo: ciò consente l’identificazione di un approccio unitario mirato al riequilibrio e definisce il campo di ricerca della nuova Enzimologia Clinica Biodinamica in Patologia generale.

Introduzione: aspetti emodinamici

I capillari rappresentano il principale sito di scambio, per diffusione, fra sangue e tessuti; la maggior parte delle cellule si trova a una distanza di poche decine di micron dai capillari, questi vasi formano una rete vascolare più sviluppata e a più intimo contatto tissutale, e la loro attività è direttamente proporzionale a quella dei tessuti con cui sono collegati. In alcuni tessuti, peraltro,  i capillari non penetrano direttamente e i gradienti di diffusione possono avere una lunghezza di centinaia di micron, come nelle cartilagini, in alcuni epiteli, nel tessuto connettivo della cornea e della dentina. Prima di entrare nella descrizione riguardante l’organizzazione dei canali vascolari, è opportuno richiamare l’attenzione sulla biologia dei componenti cellulari circolanti nel sistema sanguifero e linfatico nonché il loro sviluppo nel midollo osseo e nel tessuto linfatico. La componente cellulare del sangue è costituita da cellule della serie rossa (eritrociti), di origine midollare ossea, che veicolano l’ossigeno e, in misura minore, l’anidride carbonica;  cellule della serie bianca (leucociti), rappresentate da una grande varietà di elementi cellulari con funzioni difensive, e da cellule della serie piastrinica che intervengono nell’emostasi. La componente linfoide comprende cellule che vengono formate sia nel midollo osseo che in molti altri siti al di fuori di esso, quali il timo, i linfonodi, la milza e il tessuto linfoide associato a tratti del tubo gastroenterico e dei bronchi (follicoli linfatici). Le pareti del sistema vascolare sono tappezzate da cellule endoteliali (che saranno più avanti descritte), per la loro normale attività queste cellule necessitano di un continuo equilibrio fra l’introduzione di sostanze nutritizie e l’emissione dei prodotti cellulari e dei cataboliti. Nei vertebrati, uomo compreso, il liquido dell’organismo è suddiviso mediante confini semipermeabili in quattro compartimenti: plasma sanguigno, linfa, liquido interstiziale e liquido intracellulare; le grosse molecole sono per lo più trattenute nel sangue, l’acqua e le sostanze in essa disciolte, circolano negli spazi extravascolari che si trovano fra le cellule dei tessuti e vengono a costituire il liquido tissutale. I vasi che portano il sangue verso i polmoni o ritornano da questi costituiscono la circolazione polmonare, mentre quelli che portano il sangue o lo raccolgono dal resto dell’organismo formano la circolazione generale o sistemica. In entrambe le circolazioni il sangue viene pompato e fatto progredire nelle arterie, che mediante ramificazioni successive aumentano di numero e diminuiscono di calibro fino a diventare arteriole, che si risolvano in una rete di capillari; a livelli di questi fini vasi avvengono i principali scambi fra plasma sanguigno e liquido interstiziale, il sangue ritorna la cuore attraverso vene e venule confluenti. Il sistema circolatorio linfatico trasporta la linfa dagli intersizi tissutali fino alle vene situate alla base del collo; questa circolazione drena il liquido interstiziale e gli elementi cellulari mobili in esso contenuto nei capillari linfatici che terminano a fondo cieco, essi convergono in vasi linfatici di vario calibro i quali portano la linfa al sistema sanguigno venoso. Assicurando la distribuzione dei metaboliti a tutti i tessuti e a tutte le cellule, il sistema circolatorio contribuisce, assieme al sistema nervoso, al collegamento ed all’integrazione di tutti i costituenti dell’organismo.

Caratteristiche del sangue

Il sangue è un tessuto connettivo liquido eterogeneo, composto da una parte fluida chiara (plasma)e da una parte corpuscolata (corpuscoli): a causa di questa mescolanza si comporta, da un punto di vista idrodinamico, in modo complesso e appartiene a quella classe di fluidi che vengono definiti non Newtoniani. Il plasmaè un liquido chiaro e lievemente giallastro che contiene molte sostanze in soluzione o in sospensione; è ricco di ioni sodio e cloro e contiene inoltre potassio, calcio, magnesio, fosfati, bicarbonati e altri ioni, glucosio, amminoacidi, ecc. I colloidi comprendono proteine plasmatiche ad lato peso molecolare, protrombina, immunoglobuline, proteine coinvolte nella difesa immunitaria, ecc., che saranno più avanti descritte. Gli elementi del sangue sono riuniti in tre gruppi: gli elementi della serie rossa, della serie bianca e le piastrine.

Elementi cellulari della serie rossa: Eritrociti.

Rappresentano la maggior parte degli elementi corpuscolari del sangue (il 99% del numero totale); ogni cellula ha la forma di un disco biconcavo, sono prive di nucleo e mostrano una tendenza ad aderire reciprocamente ai bordi e a formare delle pile fluttuanti di cellule.

Membrane biologiche e trasporto degli eritrociti.

Le membrane e i lipidi polari rappresentano la quasi totalità della massa delle membrane biologiche; la piccola quantità dei carboidrati presenti nelle membrane fanno parte in genere delle glicoproteine o dei glicolipidi. La quantità relative dei lipidi e di proteine variano a seconda del tipo di membrana e riflettono la differenza delle loro funzioni biologiche; i rivestimenti di mielina che servono come isolanti elettrici passivi avvolti intorno a certi neuroni, sono sostituiti principalmente da lipidi, mentre le membrane dei batteri, dei mitocondri e dei cloroplasti, in cui hanno luogo molti processi metabolici catalizzati da enzimi, contengono più proteine che lipidi. Tutte le membrane biologiche presentano alcune proprietà fondamentali: sono impermeabili alla maggior parte dei soluti carichi o polari, ma sono permeabili ai composti non polari; hanno uno spessore che varia da 5 a 8 nm; appaiono composte da tre strati quando sono viste in sezione trasversale al microscopio elettronico. Sulla base delle prove sperimentali, sulla composizione chimica e sugli studi fisici sulla permeabilità e sugli spostamenti delle singole molecole, si prospetta la formulazione del modello a mosaico fluido:   vedi figura sotto riportata.

Modello del mosaico fluido per la struttura della membrana.

Le catene degli acidi grassi all’interno della membrana formano una regione idrofobica fluida; le proteine integrali galleggiano in questo mare di lipidi mediante interazioni idrofobiche tra le catene laterali dei loro residui amminoacidici non polari e le catene degli acidi grassi. Sia le proteine che i lipidi sono liberi di spostarsi lateralmente nel piano del doppio strato, mentre i movimenti da una faccia all’altra della membrana sono meno frequenti. I gruppi saccaridici legati ad alcuni lipidi e proteine della membrana plasmatica sono sempre esposti sulla faccia extracellulare della membrana.

I lipidi di membrana sono distribuiti nelle due facce del doppio strato in modo asimmetrico, anche se, a differenza delle proteine, l’asimmerreia non è assoluta; nelle membrane plasmatiche, ad es., certi tipi di lipidi si trovano principalmente nella faccia esterna del doppio strato, mentre altri sono nella faccia interna (citoplasmatica).

Anche se la struttura a doppio strato è di per sé stabile, le singole molecole di fosfolipidi e di steroli hanno una grande libertà di movimento all’interno del piano della membrana: vedi figura.

esse hanno movimenti di diffusione laterale così veloci che una molecola di lioide può circumnavigare un eritrocita in pochi secondi.

Il grado di fluidità dipende dalla composizione lipidica e dalla temperatura; a bassa temperatura i movimenti sono molto limitati e il doppio strato è una struttura quasi cristallina (paracristallina).

Sopra una certa temperatura che è caratteristica per ogni tipo di membrana, i lipidi possono muoversi liberamente e velocemente; la temperatura di transizione da uno stato paracristallino solido a quello fluido dipende dalla composizione lipidica della membrana.

Gli acidi grassi saturi si impacchettano bene nelle strutture paracristalline, mentre i ripiegamenti nelle catene di acidi grassi insaturi interferiscono con l’impacchettamento e impediscono la formazione di uno strato paracristallino: più elevata è la proporzione di acidi grassi saturi e più elevata è la temperatura di transizione solido-fluido della membrana.

Il contenuto in steroli è un altro determinante della temperatura di transizione di una membrana; la struttura rigida e planare del nucleo steroideo inserita fra la catena degli acidi grassi produce due effetti sulla fluidità: sotto la temperatura di transizione solido-fluido l’inserzione dello sterolo impedisce una disposizione altamente ordinata della catene degli acidi grassi e quindi fluidifica le membrane.

A una temperatura superiore s quella di transizione, il sistema ad anelli rigidi dello sterolo riduce la libertà di movimento delle catene di acido grasso vicine intorno ai legami carbonio-carbonio, e riduce al tempo stesso la fluidità del nucleo interno del doppio strato: gli steroli servono quindi a moderare gli estremi, cioè la solidità e la fluidità assolute delle membrane che li contengono. Mentre i movimenti laterali o le flessioni termiche delle catene acicliche possono avvenire liberamente, un terzo tipo di movimento presenta invece notevoli restrizioni: la diffusione attraverso il doppio strato  o flip-flop, il movimento di un lipide da una faccia della membrana all’altra, un processo che determina una grande variazione positiva di energia positiva. Vi sono proteine che facilitano la diffusione a flip-flop, generando una via di trasferimento transmembrana  energeticamente più favorevole; sotto questo aspetto l’eritrocita umano è particolarmente conveniente in quanto l’unica membrana presente in queste cellule è quella plasmatica. Esperimenti simili a quelli descritti nella figura sotto riportata hanno dimostrato che la molecola di glicoforina attraversa la membrana dell’eritrocita; il suo dominio amminoterminale (che contiene i carboidrati) è sulla superficie esterna dell’eritrocita, mentre il suo dominio carbossiterminale si estende all’interno della cellula.

I domini carbossiterminali e amminoterminale contengono molti residui amminoacidici polari o carchi e sono quindi relativamente idrofilici; un lungo segmento al centro della molecola della glicoforina contiene soltanto però residui amminoacidi idrofobici, da queste osservazioni sperimentali è derivata l’organizzazione molecolare della glicoforina (V. figura) – La disposizione della glicoforina nella membrana dell’eritrocita.

Un dominio idrofilico, contenete tutti i residui saccaridici, è sulla superficie esterna e un altro domino idrofilico è sulla superficie interna. Gli esagoni rappresentano unità tetrasaccaridiche (contenenti due NeuNAc, Gal e GalNAc) legate con un legame O-glicosidici a residui di serina o di treonina della proteina; l’esagono in blu rappresenta un oligosaccaride legato con un legame N-glicosidico a un residuo di asparagina. Un segmento composto da residui relativamente idrofobici forma una α elica che attraversa il doppio strato lipidico.

Dai risultati ottenuti dagli studi sulla glicoforina è possibile trarre un’altra conclusione: essa non si sposta da una faccia all’altra del doppio strato lipidico; la sua disposizione nella membrana è asimmetrica ne consegue che un orientamento mediante una diffusione a flip-flop accade solo molto di rado per non dire mai. Le proteine di membrana possono essere divise in due gruppi: proteine integrali, saldamente legate alla membrana, proteine periferiche, legate alla membrana solo debolmente. Le proteine integrali di membrana hanno in genere domini ricchi di amminoacidi idrofobici; in alcune proteine vi è una singola sequenza idrofobica nel centro della proteina (come nella glicoforina) oppure nella regione ammino-o-carbossi-terminale; altre proteine di membrana hanno diverse sequenze idrofobiche, ognuna sufficientemente lunga da attraversare il doppio strato lipidico quando sono nella conformazione ad α elica. Molte proteine sono tenute associate alla membrana da interazioni elettrostatiche e da legami idrogeno con i domini idrofolici delle proteine integrali di membrana ; le proteine periferiche possono servire come regolatori degli enzimi legati alla membrana, come ponti di connessione tra le proteine integrali di membrana e le strutture intracellulari oppure come limiti alla mobilità di certe proteine di membrana. Ogni cellula deve recuperare dal suo ambiente circostante il materiale grezzo che le serve per la biosintesi e per la produzione di energia e deve rilasciare sempre nell’ambiente gli scarti del metabolismo; la membrana plasmatica contiene proteine che riconoscono in modo specifico e trasportano all’interno della cellula sostanze come gli zuccheri, gli amminoacidi e gli ioni inorganici. A parte poche eccezioni, il traffico delle piccole molecole attraverso la membrana plasmatica avviene ad opera di processi mediati da proteine, mediante canali transmembrana, trasportatori o pompe. Il passaggio transmembrana di composti polari e di ioni viene reso possibile da proteine di membrana che abbassano l’energia di attivazione per il trasporto, generando una via alternativa di attraversamento per uno specifico soluto; le proteine che hanno la capacità di produrre questa diffusione facilitata o trasporto passivo non sono enzimi nel senso comune della parola; esse spostano i loro substrati da un compartimento all’altro, ma non li modificano chimicamente, queste proteine sono chiamate trasportatori o permeasi.

Il metabolismo che produce energia nell’eritrocita dipende da un rifornimento costante di glucosio dal plasma sanguigno, dove la concentrazione dello zucchero viene mantenuta intorno a 5 mM; il glucosio entra nell’eritrocita per diffusione facilitata attraverso una specifica glucoso-permeasi. Questa proteina integrale di membrana ha 12 segmenti idrofobici e probabilmente attraversa la membrana 12 volte; consente al glucosio di entrare nella cellula ad una velocità circa 50.000 volte maggiore di quella della diffusione non assistita attraverso il doppio strato assistito. L’eritrocita contiene un altro sistema di diffusione facilitata, uno scambiatore di anioni, che essenzialmente è il trasportatore della CO2 prodotta dai tessuti in attività come il muscolo, il fegato e i polmoni; la CO2 prodotta viene rilasciata nel plasma sanguigno ed entra nell’eritrocita, dove viene convertita in bicarbonato (HCO3-) ad opera dell’enzima anidrasi carbonica, il bicarbonato passa a sua volta nel plasma per essere trasportato ai polmoni. Lo scambiatore cloruro-bicarbonato, chiamato anche proteina scambiatrice di anioni, aumenta la permeabilità della membrana dell’eritrocita all’HCO3- di un fattore pari a circa un milione di volte; come il trasportatore del glucosio, è una proteina integrale di membrana che attraversa probabilmente la membrana 12 volte, ma a differenza del trasportatore di glucosio, questa proteina produce un trasporto bidirezionale: per ogni ione bicarbonato che si muove in una direzione, uno ione Cl- si sposta nella direzione opposta.  Vedi figura sotto riportata.

Lo scambiatore cloruro-bicarbonato della membrana dell’eritrocita consente l’ingresso o l’uscita della HCO-3 senza variazioni nel potenziale elettrico transmembrana.

La funzione di questo sistema di trasporto è quello di aumentare la capacità di trasporto della CO2 nel sangue.

Quando, come in questo caso, i due soluti si muovono in condizioni opposte, il processo viene detto antiporto; nel sinporto, i due substrati si muovono contemporaneamente nella stessa direzione

Le tre classi di sistema di trasporto differiscono nel numero di soluti (substrati) trasportati e nella direzione in cui ogni substrato viene trasportato; questa classificazione non tiene conto della eventuale richiesta di energia del sistema (trasporto attivo) o della su dipendenza energetica (trasporto passivo.

Nel trasporto passivo la specie trasportata segue sempre la direzione del gradiente di concentrazione e non si ha accumulo oltre la concentrazione di equilibrio.

Il trasporto attivo, al contrario, accumula sempre il soluto su un lato della membrana; il trasporto attivo è termodinamicamente sfavorito (endoergonico) e ha luogo soltanto quanto è accoppiato a un processo esoergonico come l’assorbimento della luce, una reazione di ossidazione, la demolizione di ATP oppure il flusso concomitante di un’altra specie nella direzione del su gradiente elettrochimico.     Nel trasporto attivo primario l’accumulo del soluto è accoppiato direttamente ad una reazione esoergonica, il trasporto attivo secondario avviene quando il trasporto endoergonico (controgradiente) è accoppiato a un flusso esoergonico (nella direzione del gradiente) di un soluto diverso che era stato in precedenza accumulato da un trasporto attivo primario su un lato della membrana. Tutte le cellule mantengono nel loro interno una concentrazione di Na+ più bassa e una concentrazione di K+più elevata delle concentrazioni di questi elementi nel mezzo circostante; questa differenza viene stabilita e poi mantenuta da un sistema primario di trasporto attivo presente nella membrana plasmatica e costituito dall’enzima Na+ K+ ATPasi, che accoppia la demolizione dell’ATP al contemporaneo movimento degli ioni NA+ e K+ contro i loro gradienti di concentrazione. Per ogni molecola di ATP convertita in ADP e Pi il trasportatore porta dentro la cellula due ioni K+ ed espelle 3 ioni Na+ , facendo ovviamente attraversare loro la membrana plasmatica; il meccanismo, anche se non ancora perfettamente conosciuto, è illustrato nella figura sotto riportata.

Il processo inizia con il legame di tre ioni Na+ a siti ad alta affinità sulla subunità più grande della proteina trasportatrice sulla superficie interna della membrana. (a) la stessa parte della subunità più grande possiede anche un sito che lega l’ATP.

La fosforilazione del trasportatore modifica la sua conformazione (b) e diminuisce la sua affinità per Na+ , producendo il rilascio di questo ioni sulla superficie esterna della membrana (c).

In seguito gli ioni K+ all’esterno si legano ai siti ad alta affinità nella porzione extracellulare della subunità più grande (d); l’enzima viene quindi defosforilato, riducendo la sua affinità per il K+ (e) che viene rilasciato all’interno della cellula (f).

La proteina trasportatrice è di nuovo pronta per un altro ciclo di pompaggio degli ioni NA+ e K+.

Studiando le proteine di membrana dell’eritrocita umano mediante l’elettroforesi unidimensionale su gel di poliacrilamide SDS si rivelano circa 15 bande proteiche principali, con P.M. che variano fra 15.000 e 250.000. Tra di esse: la spettrina, la glicoforina e la banda III, rendono conto di oltre il 60% (in peso) della proteina di membrana totale. La maggior parte delle molecole proteiche della membrana degli eritrociti umani si trova esposta in un ambiente acquoso solamente sul lato interno (quello citoplasmatico) della membrana e, il più delle volte, basta una soluzione di bassissima forza ionica per distaccarle dalla membrana.     La più abbondante fra le proteine di questo genere è la spettrina, lunga molecola fibrosa che costituisce circa il 30% della massa proteica della membrana (ogni cellula ne contiene approssimativamente 3×10 5 esemplari). La spettrina è costituita da un complesso di due grandissime catene polipeptidiche (ciascuna fra 200.000 e 240.000 dalton) disposte a mo di rete filamentosa sulla superficie citoplasmatica della membrana; esistono prove che alla costituzione di questa sorta di rete partecipano l’actina e almeno un’altra proteina e che la rete a maglia in questione contribuisca a mantenere la forma biconcava dell’eritrocita e a deformare le cellule quanto basta a consentire il passaggio lungo i capillari sottili.   Tramite una proteina detta ankirina la spettrina interagisce indirettamente con l’estremo citoplasmatico delle proteine della banda III; ciò riduce di molto la velocità di diffusione di queste molecole della banda III nel piano della membrana.    Vedi figura.

Le due catene polipeptidiche della spettrina sono disposte parallelamente e variamente avvolte l’una intorno all’altra a formare dimeri flessibili.

Sul versante citoplasmatico della membrana i dimeri della spettrina si congiungono testa a testa formando tetrameri saldati assieme in un reticolo di brevi segmenti di filamenti actinici e da altre proteine.

Attraverso un’altra proteina la ankirina, le molecole della spettrina interagiscono pure con le proteine della banda III.

Emoglobina.

È una proteina globulare con un peso molecolare di 67.000, composta da molecole di globina legate all’eme, che contiene, a sua volta, un gruppo profirinico contenente ferro.      Ogni molecola è costituita da quattro subunità: ognuna delle quali è a sua volta costituita da una catena polipeptidica avvolta a spirale con una fessura che contiene un singolo gruppo eme; nel sangue degli individui normali si possono trovare quattro catene polipeptidiche chiamate alfa, beta, gamma e delta. L’emoglobina A (HbA),  che nell’adulto rappresenta la classe maggiore, contiene due catene alfa e due beta; l’emoglobina A2 (HbA2), presente in una minore percentuale di adulti, è formata da due catene alfa e due delta, l’emoglobina F (HbF) trovata ne feto e nei primi periodi di vita postnatale, consta di due catene alfa e due gamma. Nelle condizioni patologiche della thalassemia viene sintetizzato soltanto un tipo di catena, in modo tale che una molecola possa contenere quattro catene alfa (b-thalassemia) o, più comunemente, quattro catene beta (a-thalassemia).

Nell’emoglobina a cellule falciformi, una sola alterazione della catena beta dell’emoglobina (la valina è sostituita dalla glutamina) determina una notevole modificazione nel comportamento degli eritrociti e della loro capacita di trasportare ossigeno.

Confronto fra la struttura di una globina a catena unica e quella di una globina a 4 catene; la globina a 4 catene rappresenta nella figura l’emoglobina, che è un complesso formato da due catene alfa e due beta.

Elementi cellulari della serie bianca.

I leucociti (globuli bianchi o cellule bianche) appartengono ad almeno 5 differenti categorie, differenziabili per dimensioni, forma del nucleo e inclusioni citoplasmatiche. I leucociti neutrofili polimorfonucleati (neutrofili, eterofili o polimorfi) rappresentano la maggior parte dei leucociti (60-70% negli adulti, con un numero di 3000-6000/ml). I neutrofili rappresentano un importante elemento del sistema di difesa dell’organismo; essi possono inglobare microbi e particelle presenti in circolo, e dopo aver migrato fra le cellule endoteliali che rivestono i capillari o le venule, da luogo a fagocitosi locale nei tessuti extravascolari, ovunque sia necessario.

L’inglobamento di elementi estranei è seguito dalla digestione, che avviene mediante la fusione di vacuoli fagocitari; essa è dovuta dapprima, a granuli specifici, una volta che, mediante un trasporto attivo di protoni, il pH è stato abbassato a 4, e successivamente, a granuli non specifici che portano a termine che portano a termine il processo di distruzione batterica e di digestione. Le reazioni che hanno luogo durante questi eventi comprendono: l’ossidazione e l’aggiunta di radicali alogenuri ai materiali inglobati, grazie all’azione di enzimi che hanno l’effetto di denaturare le proteine e le macromolecole; il lisozima e la lattoferina sono anche molto tossici per i batteri. In seguito alla fagocitosi, i granuli citoplasmatici dei neutrofili vanno incontro ad un graduale esaurimento e si produce una notevole riduzione del loro numero (degranulazione); i granuli possono essere anche emessi all’esterno della cellula, quando questa ultima viene stimolata in maniere appropriata, per danneggiare o uccidere organismi o cellule circostanti.

Leucociti eosinofili.

Queste cellule sono simili, per dimensione, forma e capacità di movimento, ai neutrofili, ma sono presenti solamente in piccole quantità nel sangue di soggetti normali (100-400/ml); i nuclei presentano due lobi prominenti collegati da un tratto prominente collegati da un tratto sottile; il citoplasma è gremito di granuli specifici, sferici o lievemente ellissoidali. La matrice contiene vari enzimi lisosomiali che comprendono la fosfatasi acida , la ribonucleasi, la fosfolipasi; sono in grado di passare dal circolo nei tessuti extravascolari, quando vengono stimolati in maniera opportuna. Aumentano sensibilmente in presenza di patologie allergiche.

Monociti.

Sono i leucociti agranulari più grandi ma rappresentano solo una piccola parte  dei leucociti e sono presenti nel sangue in un numero di 100/770 /ml; il citoplasma forma un ampio orlo citoplsamatico attorno al nucleo; in vicinanza dell’incisura nucleare, si trova un vistoso complesso del Golgi e delle vescicole.      Sono presenti molti lisosomi insieme al reticolo endoplsamtico rugoso periferico; i mitocondri sono assai abbondanti e riflettono la elevata attività motoria della cellula: i monociti sono cellule ad attività fagocitaria.

Linfociti.

Queste cellule sono il secondo tipo più numeroso di leucociti, rappresentando circa il 20-30% del totale; come gli altri leucociti, si trovano anche nei tessuti extravascolari, ma sono notevoli in quanto vengono ad essere formati in gran numero, sia all’esterno del midollo osseo che all’interno di esso.    Vedi figura sotto riportata.

A): eritrocito che mostra il profilo biconcavo e il contenuto omogeneamente denso; B): neutrofilo che mostra il nucleo polilobulato che in sezione appare come profili nucleari separati; C): Eosinofilo, che mostra granulazioni specifiche con inclusioni cristalline; D): monocito che mostra una incisura nucleare, un reticolo endoplasmatico e dei lisosomi; E): piccolo linfocito; F): un gruppo di piastrine.

Piastrine.

Le piastrine del sangue, note anche come trombociti, sono dischi irregolari od ovali relativamente piccoli, presenti in gran numero nel sangue (250.000-300.000/ml).

Ogni piastrina è circondata da una membrana citoplasmatica con uno spesso rivestimento ricco di glicoproteine, responsabile della proprietà adesive delle piastrine; al di sotto della superficie vi è una banda di circa 10 microtuboli che girano attorno al perimetro della cellula e probabilmente ne determinano la forma. Associati a questi microtuboli ci sono i filamenti di actina, miosina e di altre proteine coinvolte nella contrazione cellulare; all’interno del citoplasma vi sono anche mitocondri, glicogeno e una certa quantità di reticolo endoplasmatico agranulare, compreso alcuni stretti canali tubulari e alcune invaginazione della membrana plasmatica e varie vescicole delimitate da membrana. I granuli alfa sono più cospicui e presentano diametri superiori a 500 nm; contengono un fattore di crescita di derivazione piastrinica (PGDF), fibrinogeno ed altre sostanze; nei granuli delta, molto più piccoli (330nm) c’è la 5-idrossitriptamina (serotonina) prelevata dal plasma e concentrata, ioni calcio, ADP, ATP e pirofosfato; nei granuli lambda, ancora più piccoli (250 nm) sono contenuti alcuni enzimi lisosomiali.

Le sostanze rilasciate dai granuli alfa, insieme ai fattori rilasciati dal tessuto danneggiato, danno il via a una complessa serie di reazioni chimiche nel plasma del sangue che porta alla formazione di filamenti insolubili di fibrina, che vengono a creare un reticolo tridimensionale chiamato coagulo piastrinico. Infatti, le piastrine aderiscono saldamente sui filamenti dell’intricata rete tridimensionale di fibrina e riempiono le maglie della rete, inserendo in profondità, negli spazi esistenti tra i filamenti, espansioni delle loro superfici (filopodi); successivamente le piastrine si contraggono (retrazione del coagulo piastrinico) per interazione dei filamenti di acrina con quelli di miosina, presenti all’interno del loro citoplasma, concentrando il coagulo di fibrina e riavvicinando fra di loro le pareti dei vasi sanguiferi su cui esse aderiscono. Alla fine, quando la parete del vaso è stata riparata, la rimozione del coagulo avviene come risultato di complesse attività svolte da parte di enzimi, come la plasmina, formata dagli attivatori del plasminogeno presenti nel plasma, e probabilmente coadiuvati da enzimi lisosomiali, derivati da piccoli granuli (granuli lambda) delle piastrine.

Il sistema linfoide.

I linfociti, nell’embrione, originano dapprima da cellule mesenchimali del sacco vitellino, e più tardi nel fegato e nella milza; queste primitive cellule staminali linfoidi, successivamente risiedono nel midollo osseo, che diventa il solo luogo in cui, dopo la nascita, proliferano le cellule staminali. Queste cellule si dividono in maniera differente per dare luogo a linfoblasti, che a loro volta si dividono per un certo numero di volte e si trasformano in piccoli linfociti; alcuni di questi passano nel sangue circolatorio e si portano verso il timo dove migrano e vanno a colonizzare i lobuli timici portando a termine il loro processo maturativo e vengono chiamati T-linfociti, poi rientrano nel torrente circolatorio e possono ritornare al midollo osseo o portarsi ai tessuti linfoidi periferici (alle tonsille, al tessuto linfoide dei tratti alimentari, respiratorio, alla milza, ai linfonodi). A questo punto le cellule si localizzano nei sinusoidi dei linfonodi e nella polpa bianca periarteriolare della milza; possono passare nel flusso linfatico generale, rientrare poi nel torrente circolatorio tramite il dotto toracico, il dotto linfatico di destra e le vene brachio cefaliche e, così, alla fine rientrare nuovamente ai tessuti linfatici. I linfociti B non passano dal timo, ma si portano direttamente, tramite la circolazione ai tessuti linfatici generali, dove si vanno a localizzare; nel loro percorso vanno incontro a fasi di differenziazione simile a quelle cui vanno incontro i linfociti T del timo, ma non è ancora ben chiaro dove queste fasi abbiano luogo.

Schema che illustra gli attuali punti di vista sulle origini e sulla circolazione delle due maggiori classi di linfociti dal midollo osseo ai tessuti linfatici periferici; i linfociti B sono mostrati in rosso, i linfociti T in blu.

Biochimica Ferorelli2023-05-17T12:06:53+02:00

Commenti sul post Ferorelli

2023-02-09T15:32:01+01:00

La storia insegna che ogni attacco al sistema è sempre stato contrastato con ogni mezzo, in tutte le epoche fino ai nostri giorni. Ogni settore “dominato” dall’egemonia del denaro segue sempre lo stesso schema di controllo.

Da un lato c’è chi determina i prezzi, il consumo, i parametri e i modi di fornire il bene stesso, e dall’altro, c’è una vera e propria macchina pronta a mantenere vivo il sistema, arrivando fino all’eliminazione fisica dei cosiddetti “dissidenti” (vedasi Giordano Bruno e molti altri che hanno lottato per far emergere grandi verità).

I commenti di Facebook

Stefano Lenzi
Stefano Lenzi Quelli della Citozeatec son ragazzi seri,che hanno voglia di cambiare e di far cambiare un sistema oramai incancrenito dove i pazienti non sono altro che consumatori di farmaci.Tutti e ribadisco tutti quelli a cui ho raccomandato il Citozym,hanno avuto dei riscontri molto molto positivi, e grazie a questi risultati che rafforzano in me la convinzione anche scentifica del valore di questi ” Integratori intelligenti ” cosi’ amo definirli. Voglio dire a quei ragazzi di andare avanti nelle loro ricerche,ancora tanto c’e’ da fare, e da scoprire. Un caro saluto particolarmente affettuoso a Pasquale Ferorelli,mente eccelsa di una avventura ancora tutta da percorrere.

Alessandra Cappi
Alessandra Cappi http://www.butac.it/citozym-sclerosi-multipla-e-ferorelli/ ……E questo? C’e’ una s

Citozym, sclerosi multipla e Ferorelli – Bufale un tanto al chilo
“Il Citozym aiuta la rimielinizzazione dell’assone”: false promesse con contorno omeopatico. E un pessimo ritorno dal passato.
butac.it|Di Il Ninth

Citozeatec
Citozeatec I modelli di espianto d’organo offrono diversi vantaggi, rilevanti per gli studi dei meccanismi fisiopatologici, come danno cellulare, la secrezione, la differenziazione e lo sviluppo di neoplasie. Organi o piccoli espianti possono essere rimossi in vi…Altro…

Mario Serafino Costa
Mario Serafino Costa Dottor ferorelli ho già mandato 2 Email non ho ancora ricevuto una risposta sono sempre in attesa

Mario Serafino Costa
Mario Serafino Costa Dottor ferorelli aspetto con ansia la sua risposta Grazie

Marco Arcuri
Marco Arcuri Ho avuto modo di conoscere sia i prodotti che i ricercatori della Citozeatec e anche io, come molti altri, ho subito il fascino perverso delle notizie mendaci e false che si trovano su internet.
Mi sono chiesto il perché di tanto accanimento!
Ho trovato la risposta quando ho visto i risultati del citozym e della linea dei prodotti citozeatec: FUNZIONANO!
Capisco allora che combattere contro un sistema significa superare i luoghi comuni e che come membri di – uno stato democratico – dovrebbemmo smetterla di attaccare un ricercatore così lungimirante come Ferorelli.
In questi giorni ho sentito con stupore che i medici che non seguiranno le evidenze scientifiche, sconsigliando le vaccinazioni senza motivi validi, potranno essere sanzionati e perfino radiati.
MA IN CHE MONDO VIVIAMO?
Fermare la ricerca è come fermare la vita.
Spero vivamente che le cose cambieranno e che verranno prese in considerazione tutte le ricerche che la Citozeatec porta avanti da anni con estrema trasparenza e risultati.

Annamaria Murgese
Annamaria Murgese CARI AMICI , CHE DITE SAREBBE IL CASO DI ESSERE PIù INFORMATI !!!

Vanda Finotello
Vanda Finotello Le case farmaceutiche e alcuni medici compiacenti che sulla pelle dei pazienti hanno fatto e costruito il loro impero , certo questi non possono certo essere favorevoli a ciò ! Certo non possono compromettere il loro impero costruito sulla sofferenza ! Peccato che tale sofferenza non colpisca mai queste persone ! Per non dire ???

Miriam Chirinos
Miriam Chirinos Dio lo benedica i protegga da ogni male! Se io potessi eliminare le ingiustizie!

Marilena Mognon
Marilena Mognon Le multinazionali farmaceutiche fanno il buon e cattivo tempo, c’è poco da fare.

Commenti sul post Ferorelli2023-02-09T15:32:01+01:00

La Biodinamica

2023-05-17T12:07:30+02:00

La Biodinamica

Il moto perpetuo degli enzimi: la visione biodinamica

Antichi sogni alchemici e secoli di tentativi di produrre una macchina che produca energia in contraddizione con i princìpi della Termodinamica si sciolgono come neve al sole davanti all’evidenza della Vita, dove lo stato “metastabile” dei costituenti cellulari è condizione essenziale per il mantenimento della vita stessa. Il “moto perpetuo” esiste già in natura, ed è sostenuto dagli enzimi, gli infaticabili “operai” che catalizzano tutte le reazioni biologiche dei viventi.

Ciò nonostante esiste un vuoto nelle conoscenze e una profonda lacuna nell’insegnamento, tali che l’attenzione medica agli enzimi è stata pressoché unicamente rivolta all’aspetto diagnostico (enzimi epatici, ad esempio, il cui innalzamento ha significato patognomonico) mentre ben diverso sarà l’atteggiamento dopo i successi clinici che la Terapia Complementare Enzimatica, fondata sui princìpi della Enzimologia biodinamica, sta evidenziando in progressione esponenziale.

Gli enzimi sono macromolecole proteiche in cui la struttura conformazionale è depositaria di “memorie”, interattive con i substrati specifici, gli Enzimologi “classici” consideravano il sito attivo dell’ enzima come una struttura rigida e l’adattamento di un substrato nel sito attivo più o meno come quello di una chiave nella serratura (analogia suggerita per la prima volta nel 1894 dal biochimico tedesco Emil Fischer).

Questo modello a “chiave e serratura”, rendeva conto della specificità enzimatica ma non contribuiva a comprendere la vera natura dell’evento catalitico. Una visione più utile dell’ interazione enzima–substrato deriva dal modello dell’adattamento indotto (moto perpetuo enzimatico o biodinamico). Questo modello presuppone che il legame iniziale della molecola di substrato al sito attivo distorca sia l’enzima che il substrato, stabilizzando la molecola di quest’ultimo nel suo stato di transizione e rendendo in tal modo il legame più suscettibile all’attacco catalitico.

La distorsione dell’ enzima implica un cambiamento conformazionale della molecola di enzima e pertanto della stessa configurazione del sito attivo. Questo cambiamento posiziona gli opportuni gruppi chimici della macromolecola enzimatica in modo ottimale per la reazione catalitica in cui sono coinvolti, aumentando la probabilità della reazione.

In modo più specifico, il cambiamento conformazionale, porta nel sito attivo le catene laterali degli amminoacidi che sono essenziali per il processo catalitico ma che non si trovano nelle immediate vicinanze del sito attivo nella conformazione non indotta: nel caso della carbossipeptidasi A, per esempio, il legame del substrato porta tre residui amminoacidici critici, una arginina, un glutammato e una tirosina, nel sito attivo. La dimostrazione che questi cambiamenti conformazionali avvengono dopo il legame del substrato è venuta da studi di diffrazione ai raggi x (Vittorio Luzzati, cristallografo esperto di raggi X, Rosalind Elsie Franklin, Linus Pauling ) su proteine cristallizzate.

La cristallografia ai raggi x viene utilizzata per determinare la forma di una molecola di enzima con e senza substrato legato al sito attivo. Gli enzimi quindi, in condizioni favorevoli, possono elaborare i substrati per le cellule (specie-specifici) in moto perpetuo e sequenziale: da qui la grande svolta della Enzimologia biodinamica.

La rivoluzione copernicana della Terapia complementare enzimatica

Concetti difficili? No, semplicemente un altro piano di pensiero: così come nell’universo la Geometria euclidea lascia il posto ad altri modelli matematici, analogamente i princìpi della catalisi chimica (cioè del superamento di soglie di attivazione per reazioni termodinamicamente possibili) assumono una diversa “plasticità” nel mondo subcellulare degli enzimi.

Le strategie che ne derivano, in termini di Terapia Complementare Enzimatica (TCE), sono la rivoluzione copernicana della Medicina: agire secondo natura, “dialogando” con gli enzimi nel solo linguaggio ad essi comprensibile, quello dei substrati. Qualcuno ha definito la TCE come la prima “terapia intelligente” e non siamo lontano da vero visto che “intus ligere” significa “leggere dentro”: esattamente quanto accade dopo assunzione di preparati biodinamici che identificano immediatamente le situazioni conformazionali enzimatiche responsabili di disturbi e patologie.

I protocolli, che in numero crescente arricchiscono il bagaglio interventistico biodinamico, sono studiati in funzione delle presumibili carenze della funzionalità enzimatica e hanno mediamente (nelle patologie croniche) una durata di 130 giorni prima di eventuali aggiustamenti: patologie sviluppatesi in mesi ed anni non possono certamente regredire in qualche giorno.

Ne derivano due necessità: l’apertura mentale dei “curanti” a questa nuova visione “di terreno” e la consapevolezza dei “curati” che, unicamente assecondando la natura, si possono ottenere risultati, a volte eclatanti, come le recenti ricerche evidenziano, anche in Oncologia. E’ stato scritto che le malattie non esistono, sono solo espressione di una autodifesa: imparare a conoscerle nella nuova luce dell’Enzimologia biodinamica può e deve rappresentare la svolta. Sarò ben lieto di ospitare un contraddittorio.

La Biodinamica2023-05-17T12:07:30+02:00

Gli uomini italiani che fanno la storia del nostro paese

2023-05-17T12:09:28+02:00

Gli uomini italiani che fanno la storia del nostro paese

Enrico Mattei (Acqualagna 29.04.1906 – Bescapè 27.10.1962)

Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie… lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità.
(Oriana Fallaci)

Questo mette in grave difficoltà il piano di colonizzazione che altre potenze avevano messo in atto fin dal 1928 con l’accordo della linea rossa e gli accordi di Achnacarry.

Sette aziende avevano stabilito quali sarebbero state le zone d’estrazione e i prezzi di vendita del greggio: di fatto si trattava di un cartello, che prevedeva di spartirsi il 75% del petrolio estratto da Africa e Medioriente. C’erano dentro le statunitensi Esso, Mobil, Texaco, Chevron e Gulf oil, la Shell dall’Olanda, e la British Petroleum. Mattei le chiamava le “sette sorelle”. Sorellastre: oltre a imporre clausole contrattuali vergognose, trattavano gli operai locali alla stregua di schiavi e si imponevano ai governi, considerandoli miserabili. Avevano già deciso di fare dell’Italia un cliente: tra loro e i portafogli nazionali c’era solo Mattei.

Iniziano così a fargli la guerra. Grazie agli agganci con la politica italiana, il 9 maggio 1947 riescono a infilare nel cda Eugenio Cefis, il suo uomo di fiducia Raffaele Girotti e un avvocato siciliano, Vito Guarrasi, detto “Don Vito”. Personaggiospaventosamentecontroverso, cugino diEnrico Cuccia, Guarrasi, ha mani dappertutto – sul lotto di una banca, sul quotidiano comunista L’Ora (dove lavora il giornalista Mauro De Mauro) – ed è socio della Ra.Spe.Me, che opera nel settore medico.

Il suo socio è Alfredo Dell’Utri, padre di Marcello. I nuovi membri rimuovono Mattei dalla carica di vicepresidente, ma non riescono a estrometterlo. Ottengono l’accesso agli archivi segreti delle ricerche Agip e fanno chiudere Caviaga, mentre una raffineria di Marghera viene venduta alla British Petroleum. La Edison si prepara a trasformare l’Agip in una società divisa un terzo a lei, un terzo all’AGIP e un terzo alla società Metano, che poi è un nome fittizio per coprire una partecipata Edison. Mattei ha bisogno di più forza per difendersi, così nel 1948 entra in politica. Tramite agganci e conoscenze arriva fino a De Gasperi in persona. Quando la Democrazia Cristiana vince le elezioni, De Gasperi spazza via il CDA dell’AGIP e nomina presidente Marcello Boldrini. Lui mette vicepresidente Mattei, che sceglie i suoi uomini tra vecchi commilitoni e compaesani. Gli USA contrattaccano e stanno per far approvare una legge mineraria capestro, quando succede qualcosa che nessuno avrebbe potuto prevedere: a Cortemaggiore l’Agip trova il petrolio.

È una sacca da pochissimi ettolitri, ma a Mattei basta. Contatta la stampa e i fotografi. Da bravo venditore ingigantisce talmente tanto la questione che le azioni salgono, la legge sullo sfruttamento minerario cade e, anzi, il Parlamento decide di riservare allo Stato le ricerche nel sottosuolo della Val Padana. Mattei estrae metano a Cornegliano, Pontenure, Bordolano, Correggio e Ravella. Indice un concorso per il logo e sceglie il cane a sei zampe che sputa fuoco. Lo slogan “il miglior amico dell’italiano a quattro ruote” è di Ettore Scola. Inventa le stazioni di servizio coi gabinetti, la pulitura vetri gratis, il controllo di olio e pneumatici; dove non arrivano i metanodotti, porta il gas con le bombole; vende l’idrogeno derivato dal metano alle aziende di fertilizzanti, facendone crollare i prezzi del 70% e permettendo a chiunque di coltivare campi. Abbassa anche il prezzo della benzina, mettendo in crisi la Edison e la Montecatini. Nel 1952 fonda l’Eni (con vicepresidente sempre Boldrini) e trasforma la vita degli italiani.

Alle 18,40 del 27 ottobre 1962, in Lombardia, il sole è appena tramontato e c’è una pioggia leggera. Il bireattore Morane-Saulnier 760, con due passeggeri a bordo, è pilotato da Irnerio Bertuzzi, ex capitano dell’Aeronautica con due medaglie d’argento, una di bronzo e una croce al merito. È un pilota oltre l’eccezionale. Bertuzzi, da un’altitudine di 2000 metri, comunica alla torre di controllo di Linate di essere in dirittura d’arrivo: è l’ultima volta che sentono la sua voce.

Bescapè è un paesino di contadini, in provincia di Pavia. Pompieri, Carabinieri e giornalisti accorrono per quello che sembra un incendio, ma sono i resti brucianti del bireattore. I testimoni vengono intervistati; Mario Ronchi, un contadino, dice: “Il cielo rosso bruciava come un grande falò, e le fiammelle scendevano tutt’attorno… l’aeroplano si era incendiato e i pezzi stavano cadendo sui prati, sotto l’acqua”. Un’altra contadina di Bascapè, Margherita Maroni, dichiara: “Nel cielo una vampata, uno scoppio, e delle scintille venivano giù che sembravano stelle filanti, piccole comete”. Sugli alberi attorno al relitto vengono trovati resti umani. Appena si viene a sapere chi c’era a bordo dell’aereo, però, cambia tutto: i testimoni ritrattano, sostengono di aver visto le fiamme a terra, e di averlo detto fin dall’inizio. I Carabinieri vanno nella sede della RAI per sequestrare i filmati delle interviste, ma li trovano privi di traccia audio. L’inchiesta si apre e chiude molto velocemente: si è trattato di un incidente aereo.

Gli uomini italiani che fanno la storia del nostro paese2023-05-17T12:09:28+02:00

8 novembre 2014 – intervento Pasquale Ferorelli al convegno Citoethyl

2023-05-17T11:43:39+02:00

8 novembre 2014 – intervento Pasquale Ferorelli al convegno Citoethyl2023-05-17T11:43:39+02:00

Commenti sul carcinoma epatico

2023-02-09T15:32:40+01:00

Dai risultati ottenuti da numerosi lavori di ricerca condotti dalle Università Tor Vergata,Università del Molise e Università di Mosca: Melanoma, steatosi epatica, tumore epatico, carcinoma polmonare, epatite c stenosi carotidea (arteriopatie) carcinoma mammario, sclerosi multipla ecc.

Presentiamo il nuovo lavoro eseguito su carcinoma epatico umano III stadio in organocoltura. Dai risultati eclatanti ottenuti si è avviata una nuova ricerca rivoluzionaria su quattro carcinoma epatici IV stadio post-mortem. Vale la pena mettere in luce la ricerca senza coinvolgere gli animali, ciò che ancora oggi praticano in tutto il mondo, ma con riscontri aggiustati ad arte. E’ fisicamente impossibile che il farmaco venga veicolato dal sangue nella malattia, per il semplice motivo che il farmaco (mostarde azotate ecc.) distrugge tutte le attività degli eritrociti, piastrine, linfociti ecc. CITOZEATEC, rispettosa dei principi di una scienza etica e sostenitrice dei diritti degli animali a vivere in condizioni dignitose e a non subire alcuna forma di violenza, ha eliminato dai propri protocolli sperimentali l’impiego in qualsiasi forma di animali vivi: è attualmente l’unica azienda al mondo, a quanto sembra, ad aver avviato studi di efficacia e di tossicità con i propri prodotti, su organi espiantati da animali ormai deceduti. Infine, da qualche anno l’azienda promuove eventi formativi destinati alla classe medica e a tutti i professionisti della salute coinvolti nel campo della nutraceutica.

I COMMENTI DI FACEBOOK

Commenti

Citozeatec
Citozeatec È una promessa matenuta: mesi fa avevamo annunciato concreti sviluppi e ora sono arrivati, come un raggio di speranza per tanti malati e per le loro famiglie. La riduzione della massa tumorale e la favorevole risposta enzimatica in fegati umani espiant…Altro…

Citozeatec
Citozeatec https://www.facebook.com/groups/amici.citozeatec/
Amici della Citozeatec
foto di Nutraceutica Biodinamica.
Gruppo chiuso
1033 membri

Marino Molto Altro Campagnol
Marino Molto Altro Campagnol Grande punto di domanda!
Se gli organi sono espiantati da animali deceduti, come si può arrivare in tempo prima che le cellule dell’organo muoiano?
Semplice: si sopprime l’animale e si eapiantano gli organi….Altro…
foto di Marino Molto Altro Campagnol.

Oscar Frichi
Oscar Frichi Sono tutte balle sento sempre di queste notizie ma secondo me non ci sara’ la sconfitta della malattia del tumore se non finiranno gli interessi colossali delle grosse multinazionali farmaceutiche non credo + a tutte queste balle.

Palma Esposito
Palma Esposito Mio marito e affetto da carcinoma sul fegato e con vena porta aperta e sotto Cura di nexavar ed è seguito dal policlinico di padova con pochi risultati e possibile prendere questo farmaco che voi state dicendo e con chi mi devo mettere in contatto grazie

Annalisa Troìa
Annalisa Troìa Salve vorrei sapere se mio padre potrebbe assumere questa pillola ha metastasi al fegato grandi 10cm e l’alc è risultato negativo…

Tina Esposito
Tina Esposito C e’ qualche testimonianza che questo farmaco sia efficace

Adriana Cicognani
Adriana Cicognani A quando eliminate del tutto il convolgimento di animali??? Cmq soffrono x farli ammalare???

Sandro Perrone
Sandro Perrone Domanda: nel modello proposto con perfusione si evidenzia un crollo della massa tumorale dal 56 al 35%. Stupendo! Ma siete sicuri che non accada lo stesso per la massa cellulare “buona”?

Domenico Votano
Domenico Votano allargate i vostri orizzonti grandi uomini di scienza oggi come non mai tante malattie stanno distruggendo l,umanità grazie a tutti voi per la nobiltà d,animo in cui vi prodigate x la scienza.

Lorenzina Cuoci
Lorenzina Cuoci Andate avanti con la ricerca, abbiamo bisogno di ricercatori che contribuiscono a sconfiggere il brutto male del secolo.I ricercatori sono il nostro orgoglio italiano!

Ronchi Carmen
Ronchi Carmen Bravissimi andate avanti con la ricerca dobbiamo sconfiggere la bestia

Maddalena Gaipa
Maddalena Gaipa Grazie dio Vi benedica grandemente x il lavoro che state facendo x curare la brutta bestia prima le mani di DIO e poi voi

Alfredo Pandolfi
Alfredo Pandolfi Non entro nello specifico, se questa sperimentazione è vera ed i risultati sono quelli descritti, grazie di fornire un grande aiuto ai malati di cancro.

Carmela Buggea
Carmela Buggea ???bravissimi ragazzi, continuate così, noi vi sosteniamo, in bocca al lupo e buon lavoro.

Eliana Scortegagna
Eliana Scortegagna Complimenti e auguri che tutto vada a buon fine,grazie che i test sui animali morti

Maria Stella Ferrante
Maria Stella Ferrante Grazie mille ricercatori. ..senza di voi saremmo persi …

Antonella Buzzurro
Antonella Buzzurro Bravi andate avanti e sconfiggono il male dEl secolo

Donata Spreafico
Donata Spreafico Bravi e grazie per il lavoro che fate siete grandi

Assia Bella
Assia Bella Bravi ricercatori un filo di speranza adesso c e grazie a voi

Tonia Carfagno
Tonia Carfagno Bravi andate avanti e che il Signore vi illumini e vi benedica

Giusy Castagna
Giusy Castagna Bravi sono fiera di voi ..

Rosaria Di Mare
Rosaria Di Mare Grazie x la ricerca,Auguri ancora ,in bocca al lupo !!!!!

Giuliana Fedele
Giuliana Fedele Bravissimi in bocca al lupo grazie per quello che fate

Lorena Ridolfi
Lorena Ridolfi Avanti con la ricerca !! Il resto è fuffa..complimenti !!!

Circe Castellana
Circe Castellana Grazie ragazzi,,,, grazie mille,,,, a tutti voi,,,,???

Franca Guerzoni
Franca Guerzoni Bravi …grazie x tutto quello Ke fate. …

Carmelo Antonino Di Bella
Carmelo Antonino Di Bella Complimenti a tutto il gruppo.

Luisa Ciccolini
Luisa Ciccolini Grazie grazie mille..

Maria Crespi
Maria Crespi Grazie siete davvero grandi

Anna Berardi
Anna Berardi Molto lodevoli …..grazie è avanti cosi?

Rosa Correnti
Rosa Correnti Grazie a tutti voi ricercatori

Brunetta Cappellini
Brunetta Cappellini Un grazie sentito a questi ricercatori……

Francesca Loi
Francesca Loi Grandi ricercatori ….Grazie!!!!

Anna Luciano
Anna Luciano Se è vero un grande successo, senza voler illudere nessuno.

Lucia Intogna
Lucia Intogna Andate sempre più avanti ..grazie

Sandra Emilia Favaretto
Sandra Emilia Favaretto Grazie a voi avremmo una speranza…

Liliana Morani
Liliana Morani Grazie Avanti così siete grandi! !!

Santino Restelli
Santino Restelli IO LO PRENDO DA MESI E MI SENTO BENISSIMO

Grazia Conti
Grazia Conti Grazie a voi per tutto ciò che fate,?☺

Berto Berto
Berto Berto Speriamo che poi per averlo non serva andare in india

Anna Spampinato
Anna Spampinato Sconfiggiamola questa brutta bestia

Speranza Di Cintio
Speranza Di Cintio Grandi ricercatori….

Peppe Andriella
Peppe Andriella Grandi

Vincenzo Calculli
Vincenzo Calculli Bravi

Zaf Zaf
Zaf Zaf Bravi veramente continuate cosi…

Patrizia Minchillo
Patrizia Minchillo Grazie!!

Edda Lavarda
Edda Lavarda Avanti così

Monica Molinari
Monica Molinari Grazie

Oriana Prandi
Oriana Prandi Grazie a voi tutti

Marisa Ciarapica
Marisa Ciarapica Bravi cercate di distruggere questa maledetta bestiaccia che la odio

Giovanna La Nasa
Giovanna La Nasa Sono felice ? che La scienza. va’ avanti senza fare sprimentazioni su Animali vivi!

Giuseppina Forte
Giuseppina Forte Prima di ringraziare, vedete i risultati….e poi Lodate e ringraziate Dio che ha voluto dare una coscenza, l.illuminazione il coraggio di mettersi in gioco contro tutto e tutti, allora tutte le lodi …a questi (Grandi )

Tania Capobianco
Tania Capobianco …e comunque lo Stato con i nostri soldi finanzi la ricerca, non la tagli. Ricerca è crescita, evoluzione, innovazione e produce ricchezza come le arti.

Graziella Gabrieli
Graziella Gabrieli La può chiedere chiunque sia ammalato di tale carcinoma oppure è solo in via sperimentale???

Massimo Radaelli
Massimo Radaelli Siamo veramente ad una svolta epocale: una autentica terza via, completamente naturale, fra farmaci ed integratori convenzionali. Chiamiamoli “biodinamici” o TCE (Terapia complementare Enzimatica), sta di fatto che i campi di applicazione sono tanti q…Altro…
foto di Massimo Radaelli.

Marco Sampaolo
Marco Sampaolo Ottimo lavoro. Il cammino è sempre arduo mà c’è ancora chi lavora per migliorare la vita umana. Dinuovo buon lavoro ?

Maria Chiara Spano
Maria Chiara Spano Io ho un carcinoma mammario e prendo Raoloz. Forse non ha niente a che fare con voi , ma per chi come me ha una spada di Damocle sulla testa si aggrappa a tutto. C’è qualche possibilità per me in questo campo?

Concetta Fattorini
Concetta Fattorini Bravi !Abbiamo bisogno di persone come voi Avete tutta la mia stima e solideriata’ Complimenti e buona continuazione ,Grazie.

Fiorella Grey
Fiorella Grey Se solo lo stato finanziasse di più la ricerca , si farebbero passi avanti, invece di costruire armi e fare complotti!

Michele Lattanzio
Michele Lattanzio Vabbè aspettiamo i risultati ……ok l ‘animale ma non ho capito bene che cosa si sta studiano e quali sono gli obiettivi di questo studio

Patrizia Vecchietti
Patrizia Vecchietti Grazie, per il rispetto che avete verso qualsiasi essere vivente!!!

Angela Muciaccia
Angela Muciaccia Bravi complimenti !!restate in Italia xò’nn andate al estero! Come succede di solito!

Beatrice Carassai
Beatrice Carassai Ho paura di crederci troppo! Spero non sia una presa in giro! Perché le televisioni e giornali non ne parlano?

Giuliana Gatti
Giuliana Gatti x poter andare avanti, credo, abbiano bisogno anche del nostro aiuto , quando facciamo il reddito ricordiamoci di questi geni che lavorano x tutti noi.

Antonio Pisacane
Antonio Pisacane Grazie per quanto avete ottenuto sicuramente premiati dai tanti sforzi fatti
Chi vi scrive ha perso la mamma con questa terribile malattia

Roby Cardia
Roby Cardia Mio marito e stato trapiantato al tor vergata e dopo 17 mesi dal trapianto e mancato non e servito a niente malgrado abbia continuato il nrxavar sino all,ultimo secondo me e stato trapiantato solo x sperimentarci

Fabiola Mineo
Fabiola Mineo Gli Animali non servono per le sperimentazioni ma per donare Amore .é possibile combattere il cancro e le cure sono già a portata degli scienziati .Medicina Umana e Medicina Veterinaria possono essere alleate contro il male oscuro.

Giovanna Rapisarda
Giovanna Rapisarda Risultati sul carcinoma epatico umano IV stadio ‘POST MORTEM’ ? Sperimentazione effettuata su organi espiantati da animali, deceduti come?
I limiti di sperimentazione su carcasse umane, sono soggette ad un protocollo medico e o ad uno etico?

Alberto Sannino
Alberto Sannino Sono trapiantato da 5 anni, mi ritrovo stenosi ad alcune arterie epatiche , a cosa vado incontro? ?

Lucio Forti
Lucio Forti Caro Antonio Altobelli e’ inutile che tr dai codi da fa, di qualcosa dovrai pure morir

Selene Bassissi
Selene Bassissi Ho la steatosi al fegato vorrei provare la vostra cura……chi devo contrattare?????

Luciana Dicintio
Luciana Dicintio Notizie da considerare e ringraziare chi si applica ogni giorno per realizzarle …..

Luisa Nick
Luisa Nick Bravi non fermatevi mai nella vostra ricerca e condividetela con altri ricercatori illuminati……..

Francesca Bologna
Francesca Bologna Grazie continuate così guando si perde unna persona cara rimane un vuoto che non si può mai dimendicare

Maria Conca
Maria Conca Animalisti e umani dobniamo essere tutti contenti se cio e vero .abbiamo dei ricercatori bravissimi .. Complimenti

MPaola Lai
MPaola Lai L’ oncologia si e’ evoluta la realtà di un dono che dà grande importanza possiamo dire la speranza per chi ha necessità da’ cultura per una scienza che avanza sempre più. ..

Selene Bassissi
Selene Bassissi Io la voglio provare…..se viene a mio beneficio…..lo sarà anche per altri……vi terrò informati….

Annamaria Arcilesi
Annamaria Arcilesi Grazie … Andiamo sempre avanti, questa brutta bestia deve essere sconfitta !!

Marzia Degli Innocenti
Marzia Degli Innocenti Io ho avuto mio marito con queste malattie che 50 anni in tre mesi ci ha dovuto lasciare facendo una morte orribile piena di dolore e consapevole che doveva morire quando se ne sono accorti era tutto in metastasi in tutta la persona ..una morte che non…Altro…

Lucio Forti
Lucio Forti Di qualcosa si dovra’ pure mori

Rocco Ingino
Rocco Ingino Per la sperimentazione sull’uomo, quando?

Maria Chiara Spano
Maria Chiara Spano C’è proprio da piangere. Notizie che si accendono e poi si spengono miseramente

Annalisa Monfredini
Annalisa Monfredini Grazie e x favore:forza con la ricerca.

Danila Marimpietri
Danila Marimpietri Bravi, complimenti! Questa e’ l’Italia che vale!!

Annalisa Monfredini
Annalisa Monfredini Che la ricerca avanzi!

Klaudia Vozic
Klaudia Vozic Bisogna agire sulla causa on sull effetto, tutto il resto e! Interesse

Pinaebattista Modica
Pinaebattista Modica E riguardo alla cirrosi biliare che informazione mi date .grazie

Marzia Degli Innocenti
Marzia Degli Innocenti A dimenticavo io mi auguro che con il lavoro di tutti si possa prima o poi sconfiggere questa bestia …che se entra in una famiglia è la distruzione totale x chi se ne va prima di tutti ma anche x chi resta ..non sarà mai più niente come prima .

Ida Iannone
Ida Iannone Sia chiaro , qui si tratta di sperimentazione post-mortem. La strada è ancora lunga. Grazie comunque , ai ricercatori , che tanto tempo dedicano, alla ricerca .

Luciano Pompei
Luciano Pompei È efficace per tumore alla prostata? Grazie.

Giambattista Laici
Giambattista Laici …dovrebbe essere obbligatori testare in questo modo i nuovi farmaci…

Armando Nobili
Armando Nobili Ancora tantissima strada ma una buona idea

Ornella De Rosa
Ornella De Rosa Grazie ancora per tutto quello che fate

Isabella Malacaria
Isabella Malacaria Cercate di fare il meglio sono sicura che ci riuscirete le uova fanno male al fegato io nn li mangio mai ho un angioma ho paura in bocca al lupo

Francesco Festa
Francesco Festa Speriamo bene per tutti

Agatino Roberto Castorina
Agatino Roberto Castorina Grazie…per quello che fate

Peppe Andriella
Peppe Andriella Ho saputo che fa anche dimagrire

Massimo Terrano
Massimo Terrano Complimenti, continuate con le ricerche!!

Luca De Matteo
Luca De Matteo Continuate con le ricerche. Sono importantissime.

Milena Picco
Milena Picco 5 anni fa
l’avevo bisogno
comunque grazie a voi

Dorina Matei
Dorina Matei Tuto e davero!!!!!!!!!

Patrizia Anzalone
Patrizia Anzalone Speriamo che nessuno abbia interesse a germarvi

Marco Nanni
Marco Nanni Ci sono dati sul carcinoma vescicale?

Vilma Barrantes
Vilma Barrantes Che peccato ???… Tanti commenti negativi, il fatto di perdere un familiare o amico non è per colpa delle terapie alle quali vengono sottoposti dopo di essere malati , la questione é prevenire queste malattie, pensarci prima di mettere sul tavolo u …Altro…

Miriam Chirinos
Miriam Chirinos Dio vi benedica! Un grandissimo grazie!

Pietro Vigile
Pietro Vigile Animali ..!!! Uomini ..!!
È solo una questione di soldi ..!!!
Le case farmaceutiche devono vendere NN curare ..!!!…Altro…

Guido Provvisionato
Guido Provvisionato Ma non so se ho capito bene, e’ anche una cura preventiva?
E cosa c’entra il carcinoma epatico con stenosi carotidea o sclerosi

Giovanna Rapisarda
Giovanna Rapisarda Ho letto e riletto con interesse.
Domanda – 1
Mantenere la ghiandola epatica di un deceduto in perfusione continua, non sarebbe soggetta ad una remissione oggettiva del carcinoma? …Altro…

Fiorella Ventura
Fiorella Ventura Meno male ogni tanto na bona notizia

Daniela Sana
Daniela Sana Buon giorno…. Premetto che ne capisco poco…. Ma negli ospedali xche non si fa questo tipo di terapia???? Non mi prenda x stupida….. Grazie

Daniela Bianchetti
Daniela Bianchetti Crediamoci perché senza ricerca non vi è futuro!

Vincenzo D’eredità
Vincenzo D’eredità Interessante

Francesca Pellicanò
Francesca Pellicanò Molto interessante…..ma l’esperto Dott., GAETANO ARCOVITO ritiene giusta e corretta l’attività di questa Società.?

Gigi Spider
Gigi Spider Molto interessante?

Lucia Racano
Lucia Racano Che esami bisogna fare x controllare ?il padre dei miei figli e deceduto nel2012 ma la mia paura che i miei figli possano avere lo stesso! Purtroppo quasi tutta la famiglia e deceduta dello stesso male ho il terrore x i miei figli cosa bisogna fare non bastano i soliti esami grazie se potete rispondere continuate bisogna sconfiggere tanti piangono

Rita Dei Cas
Rita Dei Cas VOGLIATE SCUSARE….MA DATA LA PROVOCAZIONE VOSTRA…TOCCA PURE RISPONDERE….vista pochi giorni fa intervista con tale signore…pare veronesi …si chiama cosi’ pare…pare abbia quasi anni 90…e sia ancora vegeto vivo ed operativo…il signore sost…Altro…

Giovanna Lezza
Giovanna Lezza Grazzie avoi che ci mettete tanto amore per aiutare le persone che soffrono Il Signore vi dia tanto AMORE ESALUTE E COSTANZA Grazzieeeee

Ester Ferraiuolo
Ester Ferraiuolo Signore guida i medici nella lotta contro le malattie

Lina Ever
Lina Ever Non credo più a quei ricercatori. Ricercano, ma non trovano il sistema di far guarire … mentre nel frattempo molti, autonomamente guariscono …

Daniela Volpi
Daniela Volpi Condivido

Maria Brugaletta Brugalettq
Maria Brugaletta Brugalettq Abolite la carne e I latticini

Claudia Meconcelli
Claudia Meconcelli speriamo un giorno si riesca a debellare qualsiasi forma di cancro

Annalisa Cocquio
Annalisa Cocquio Grazie a tutti coloro che dedicano la loro vita alla ricerca per tutti noi

Maria Errante
Maria Errante Bravissimi ricercatori !!grazie e buon lavoro!!!

Maria Pisciella
Maria Pisciella Sarebbe bello!!!!

Deda Gola
Deda Gola Grandioso

Luciana Caspani
Luciana Caspani Bellissima notizia :)

Alba Bertoli
Alba Bertoli Se fosse vero….quante vite salvate dalla disperazione….

Salvatore Costanza Satanghai Barberio
Salvatore Costanza Satanghai Barberio Bravissimiiii

Rita Belfiore
Rita Belfiore Bravi

Maria Brugaletta Brugalettq
Maria Brugaletta Brugalettq Signor Lucio Forti ce vo’ mori’ anche lei cosi’?

Ada Rapisarda
Ada Rapisarda Avanti eccellenze ricercatori italiani.

Anna Pagliuca
Anna Pagliuca

Filomena Piscitelli
Filomena Piscitelli Speriamo che si arriva a capire. E curare?

Annalisa Monfredini
Annalisa Monfredini Grazie.

Stefania Gallastroni
Stefania Gallastroni

Dino Melis
Dino Melis Congratulazioni a tutto lo staff !

Maria Cascarino
Maria Cascarino bravissime ?

Micaela Anna Staicu
Micaela Anna Staicu Complimenti a tutto lo staff!

Paola Scalise
Paola Scalise Tanta stima.?

Mirella Viale
Mirella Viale Grazie

Rosa Mecchella
Rosa Mecchella Grandissimi

Mario Uscidda
Mario Uscidda Vorrei stare lontano

Antonio Ingrao
Antonio Ingrao Grande Grande

Graziano Bertoni
Graziano Bertoni Le lobbi ?

Lucia Cabiddu
Lucia Cabiddu Speriamo

Stefania Andrini
Stefania Andrini A dopo

Maria Laura Cardella
Maria Laura Cardella Speriamo

Carlo Di Fabio
Carlo Di Fabio

Giovanni Castorina
Giovanni Castorina Seguo….

Eleonora Moronti
Eleonora Moronti Certo,come no…..

Maria Grazia Raciti
Maria Grazia Raciti Seguo

Nicola Spoto
Nicola Spoto Non ho capito: ma sono integratori?

Grazia Domanico
Grazia Domanico Ci date speranza grazie

Marisa Timore
Marisa Timore Grandi..

Concepita Spinelli
Concepita Spinelli Speriamo sia vero….non abbiamo più speranze ???

Nuccio Annino
Nuccio Annino Ottimo lavoro.Bravi

Nicola Fiorito
Nicola Fiorito sperando che non uccidano gli animali per espiantargli gli organi

Aldo Cerasuolo
Aldo Cerasuolo ????????????

Antonia Maltagliati
Antonia Maltagliati Ma!!!!!!!!ormai scrivono di tutto!!!

Andrea D’alessio
Andrea D’alessio ho fiducia nella ricerca, ho fiducia nella scienza ! senza loro non avremmo speranza. grazie a voi si fanno passi avanti

Patrizia Formaggio
Patrizia Formaggio Grazie mille a tutti i ricercatori

Carmen Di Somma
Carmen Di Somma Vi stimo dal momento che non praticate esperimenti su animali.

Giuliana Quarantotto
Giuliana Quarantotto Big Parma sempre attento!!!

Lara Zulian
Lara Zulian Ma funziona ????

Pinaebattista Modica
Pinaebattista Modica Complimenti a tutti voi salvateci

Maria Fanara
Maria Fanara Interessante!

Commenti sul carcinoma epatico2023-02-09T15:32:40+01:00

Pasquale Ferorelli

2025-04-18T15:38:34+02:00

Ricordi d’infanzia

Il mio interesse per gli enzimi risale all’infanzia quando, da bambino, ne sentivo parlare nell’azienda agricola di famiglia che produceva mosto dall’uva con l’impiego di enzimi specifici, richiesto da aziende d’oltralpe per la produzione di numerosi prodotti.
Questo contatto era la diretta conseguenza di rapporti risalenti alla fine degli anni ’40 del secolo scorso, quando Nicola Ferorelli,  Nicola Ferorelli, Archivista di Stato, consigliava a suo nipote Francesco, mio padre, di far avere una campionatura d’uva all’Istituto Pasteur di Parigi per essere sottoposta ad analisi sia su fattori organolettici che sulle componenti bioattive (enzimi). Le analisi rispondevano alle richieste degli sperimentatori ma la sorpresa più eclatante fu la scoperta di enzimi pectolitici all’interno dell’uva, fondamentali per la trasformazione delle pectine favorendo la catalisi dei successivi enzimi e batteri, ottenendo così Vini, Champagne, Profumi, ma soprattutto una “leggerezza” verso i consumatori derivante da un’accelerata trasformazione dell’alcol.
Tutto ciò mi portò ad approfondire lo studio degli enzimi, per pura passione di conoscenza, senza ancora sapere che proprio nella biologia degli enzimi va cercata la chiave per la soluzione di alcuni dei più grandi problemi della vita, come lo sviluppo, il differenziamento, la senescenza, il controllo ormonale, virale, batterico e il cancro.

Enzimi e ambiente

Un’altra tappa significativa fu l’epidemia di colera a Napoli, del 1973, dovuta all’inadeguatezza del sistema fognario della città. In quegli anni avevo sottoscritto un contratto con la società Ecologia S.p.A. per il trattamento delle acque reflue, progetto per il disinquinamento del Golfo di Napoli, finanziato dalla Cassa per il Mezzogiorno (Casmez, Legge 10 agosto 1950 nº 646).

Il progetto prevedeva la trasformazione biologica dei liquami in biogas (metano). Poiché La tossicità impediva la trasformazione delle sostanze organiche in biogas, l’unica possibilità di risolvere il problema era quella di trovare sostanze attive biologiche resistenti alle altissime temperature, in modo da liberare la tossicità dalle sostanze organiche, che solo così potevano essere trasformate in biogas. Avendo avuto esperienza positiva con gli enzimi, ero certo che potessero esistere in natura proteine resistenti a temperature di oltre 100°C.
Ebbi così l’intuizione di effettuare un pre-trattamento dei liquami utilizzando enzimi estremofili, prelevati nel 1979 dalla solfatara di Pozzuoli (Campi Flegrei), resistenti alla temperatura di oltre 140°C. Fu la scelta vincente perché, come previsto, eliminando la tossicità presente nei liquami, i batteri termofili e mesofili iniziavano la conversione delle sostanze organiche in biogas (CH4), inoltre dalle analisi micro batteriologiche i fanghi digeriti risultavano completamento privi di contaminanti.

Il consenso scientifico

Il processo dava risposte positive, tanto che il Prof. Ernesto Quagliariello, Rettore dell’Università Aldo Moro di Bari, con i maggiori pionieri della Biochimica quali Hans Krebs, Peter Mitchell, Albert Lehninger, affermava che il trattamento enzimatico aveva enormi potenzialità in moltissime altre applicazioni.

Nel 1979 si testava la funzionalità degli enzimi termoresistenti, prelevati dalla solfatara di Pozzuoli, sul trattamento delle acque di scarico. Nel 1982, pochi anni dopo il test positivo, venivano assegnati i nomi alle proteine da parte del Team del Prof. Quagliariello, l’enzima fu denominato Taq, dal nome batterio dal quale veniva estratto (Thermus aquaticus). Tale sperimentazione portò alla scoperta che le proteine potevano resistere alla temperatura di oltre 100°C, attenzionando i vari scienziati ad approfondire tale acquisizione.

Per la sua capacità di tollerare alte temperature, la Taq polimerasi è oggi l’enzima più utilizzato per sintetizzare il DNA o il gene di interesse in vitro, mediante la tecnica PCR (reazione a catena della polimerasi). Quando la Taq polimerasi fu isolata, nessuno poteva immaginare l’impatto che la sua applicazione avrebbe avuto sulla biologia molecolare ( anche in ambito forense). Kary Mullis, scienziato statunitense, collaboratore di Albert Leheninger (Bridgeport, USA), affermò che la Taq Polimerasi (l’enzima del Thermus Aquaticus) era stata rilevata per la prima volta nelle acque termali dello Yellowstone, scoperta che gli valse il Premio Nobel nel 1983 (anche se, come abbiamo visto, tale enzima era già stato rilevato in precedenza, nelle acque termali di Pozzuoli…).

A tal proposito, esistono delle evidenze di anteriorità che confermano la scoperta tutta italiana dei batteri estremofili (resistenti alle alte temperature), dalla Federazione Nazionale dell’Ordine dei Biologi (FNOB) e dal Consiglio Nazionale delle Ricerche – CNR.

Io mi trovai a frequentare, proprio in quegli anni, il Prof. Quagliariello, innamorandomi della “teoria chemiosmotica”, che spiega in quale forma si conserva l’energia derivante dalle ossidazioni biologiche in modo da essere utilizzabile per la sintesi di ATP .

Oggi posso quindi affermare che, ancor prima di occuparmi di Integratori Biodinamici, misi il mio know-how al servizio della salvaguardia e sicurezza ambientale, con una pluridecennale ricerca sul funzionamento degli enzimi e sulle loro più disparate applicazioni. Opera mia sono molteplici impianti e brevetti all’avanguardia che, fra gli anni ‘70 e ‘80, segnarono un punto di demarcazione nel progresso dell’applicazione enzimologica.

L’enzimologia biodinamica al servizio della salute

Fra gli anni 80 e 90, proseguivo l’attività di ricerca enzimologica realizzando brevetti industriali in uso ancora oggi, come il gruppo di purificazione dei fluidi al servizio di impianti complessi. Sono state moltissime le applicazioni sia in ambito elettrochimico che biochimico, ma la scoperta più importante fu quella di iniziare a “leggere” all’ interno degli enzimi, che oggi ci consente di progettare prodotti molto precisi, sia per l’agricoltura che per uomo e animali, tutto ciò grazie all’impiego della Cristallografia a raggi x.
Dalla lettura di Rudolf Steiner e dalla sua “Biodinamica”, vidi la possibilità di estendere alcune considerazioni: Steiner realizzava infatti l’agricoltura “biodinamica” ruotando le colture e portando così nei terreni nuove vite biologiche, in grado di discriminare gli infestanti, io estesi la Biodinamica sequenziando le reazioni degli enzimi a cascata. In pratica la conversione su un dato prodotto viene accettata da un secondo prodotto e poi da un terzo e dai successivi, fintanto che le sostanze non vengano ossidate o ridotte.
Questo richiede lunga esperienza sulla funzionalità sequenziale degli enzimi, per evitare il “cannibalismo” enzimatico. La rigorosa funzionalità degli enzimi differenzia la specie dei viventi; tutto ciò rende le molecole elaborate dagli enzimi substrati precisi per tutte le reazioni successive.
Da questa visione sono nati gli Integratori Alimentari Biodinamici (IAB).
Lo strumento d’eccellenza, per studiare gli enzimi fino alla loro struttura atomica e tridimensionale, ottenendo da essi informazioni precise, era, e rimane tutt’oggi, la Cristallografia a raggi X.

Può sembrare strano che, dalla mia autentica e solitaria ricerca, sia derivata una svolta di tale portata, ma non è così: le memorie conformazionali degli enzimi e la modulazione delle energie di attivazione degli stessi, sono certamente concetti complessi, ma al contempo essenziali per spiegare il funzionamento di ogni cellula vivente, sia essa vegetale o animale.

L’energia del Sole fluisce verso tutti gli organismi viventi, le piante utilizzano gli enzimi specifici per convertire energia radiante e sintetizzano molecole chimiche nei legami covalenti organici per gli animali; è quindi il Sole la sorgente primaria per entrambi i sistemi.
Il Prof. Quagliariello, con la Bioenergetica, volle intendere le complesse reazioni biochimiche specifiche che avvengono in tutti gli esseri viventi, dal ciclo di Krebs al ciclo dell’urea, fino alla conservazione dell’energia (teoria chemiosmotica) di Peter Mitchell.

Per quanto detto sopra, posso affermare, senza ombra di smentita,
che il vero dogma centrale della vita è:

“La trasformazione dell’energia è la primaria funzione degli esseri viventi”

                                                                                                                  Pasquale Ferorelli

Pasquale Ferorelli2025-04-18T15:38:34+02:00
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